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Officine di Cartigliano, Unic e Assomac: fare rete insieme

Oggi più che mai si parla sempre più assiduamente di fare “RETE”.
Rete di imprese, rete sui social, rete tre associazioni, rete con le scuole.
Ma cosa vuol dire fare rete? E soprattutto, qual è il risultato che ne deriva?

È un metodo che esiste da sempre, ma che si è diffuso tra le aziende come conseguenza dello scenario economico, sociale ed industriale, profondamente mutato negli ultimi anni.

Ma è davvero un’opportunità?

In effetti, sì. È una scelta che fanno oggi milioni di aziende, imprenditori e professionisti per migliorarsi, per crescere e per continuare a competere in nuovi mercati oltre che in quelli esistenti. La collaborazione tra queste figure rappresenta uno dei principali elementi per aumentare la capacità di innovazione e facilitare lo sviluppo di nuove idee.
Fare rete è sinonimo di condivisione. Di conoscenze, di competenze, di contatti. Lo scopo è raggiungere un obiettivo comune: attingere a nuove opportunità, ottimizzare le risorse e aumentare le competenze di ciascuno, insomma ..stimolare la crescita.
L’idea di ospitare UNIC e ASSOMAC è nata durante l’esposizione fieristica di Hong Kong, svoltasi a Marzo 2018.
L’incontro si è quindi svolto il 16 aprile presso la sede sociale di Cartigliano Spa.
Unic, Unione Nazionale Industria Conciaria e Assomac, Associazione Nazionale Macchine per concerie Aderente a Confindustria hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino il mondo in cui ruota la nostra Fabbrica, da sempre impegnata in INNOVAZIONE di prodotto e di processo, attenta all’AMBIENTE ed alla SOSTENIBILITÀ di tutta la filiera conciaria e non solo, sensibile al mondo della SCUOLA in progetti di ALTERNANZA e di percorsi formativi con le UNIVERSITÀ.
Gli argomenti trattati sono stati moltissimi, come quello inerente ad Industria 4.0, al mondo delle Certificazioni, alla spiegazione di come si sta muovendo Cartigliano quando si tratta di 
Ambiente, di Ricerca e Sviluppo e di Formazione.
Nell’ambito di Industria 4.0 (meglio definita Smart Factory), Cartigliano ha presentato la famosa “sala prove”.

Un ambiente ampio, moderno che ricalca perfettamente una linea di essicaggio per conceria.
Le prove con le pelli sono facilmente simulabili e si possono dimostrare anche le interconnessioni digitali sviluppate tra i macchinari di propria produzione e di altra marca; la possibilità di leggere i parametri di lavoro, immediatamente e in modo ineccepibile, fornisce a tutte le imprese una nuova visione, in grado di innovare i processi, gli asset produttivi, i prodotti e la stessa logica di business, con il fine di aumentare l’efficienza e l’efficacia dei processi.

Sull’ambiente.
Da sempre UNIC promuove tra i propri associati buone pratiche volte a garantire i più elevati standard ambientali e sociali e di prodotto.

Aderendo totalmente a questa filosofia, Assomac ed Unic hanno potuto conoscere da vicino la scelta tecnologica di Cartigliano, una soluzione in grado di ridurre l’umidità dei fanghi conciari ed industriali. Un vantaggio significativo per le concerie, in quanto garantisce una riduzione di oltre il 70% del peso del prodotto e una riduzione del volume del 50-60%. Inoltre, la stabilità dei residui coì essiccati e ridotti attribuisce un valore aggiunto al prodotto finale, che può essere stoccato e conferito con nuove caratteristiche fisiche.

La sostenibilità ambientale è oggi per la conceria italiana una voce importante di sviluppo, oltre che una riconosciuta eccellenza; Cartigliano crede fermamente che le concerie saranno finalmente sostenibili, attendibili e maggiormente competitive.

Sulla formazione.
Grande sensibilità ed interesse vengono posti da Cartigliano nell’ambito di percorsi di Alternanza Scuola lavoro, visite guidate con i docenti degli Istituti Tecnici e Tecnologici (di Arzignano, S. Croce e Solofra, Bassano del Grappa e tanti altri) nell’ottica di formare nuove conoscenze e nuove competenze.
La scuola dovrebbe iniziare proprio in fabbrica, dove lo studente capisce le proprie inclinazioni, le proprie attitudini e può realmente immaginare il mondo del lavoro, perché lo vive e lo tocca con mano.
A Cartigliano, recentemente è stato attribuito il BAQ da Confindustria, ovvero il bollino di Qualità nell’ASL, grazie appunto all’impegno profuso nell’ospitare studenti di varia provenienza e l’orientamento volto alla formazione continua ed all’investimento in capitale umano.

Sulla ricerca e sviluppo, ampio spazio viene attribuito ai borsisti, stagisti e laureandi in azienda.
Ognuno di loro gode di iniziativa ed autonomia, può applicare le proprie conoscenze, verificare la possibilità di accedere ai bandi agevolati europei e nazionali sugli argomenti come la tutela ambientale, la best practices per il settore produttivo nella sua interezza e tutto ciò che concerne i nuovi prodotti sviluppati in ambito conciario.

In sostanza possiamo dire che per noi di Cartigliano questo modus operandi è l’unico davvero efficace ed essenziale per fare rete, un mondo vivo, vero, tangibile e (perchè no) divertente di lavorare, di crescere e di condividere le nostre idee.

E… credeteci, nessuno del nostro team si tira indietro. Anzi.

Un grazie a Unic, in particolare a Fulvia Bacchi, ad Assomac per la loro presenza, al sig. Rino Mastrotto… e alla prossima!

Nella foto: un momento conviviale con il dr. Polato, lo staff commerciale di Officine di Cartigliano Spa, la dr.ssa Fulvia Bacchi (Unic), Rimo Mastrotto (Rino Mastrotto Group), ing. Roberto Vago (Assomac), ing. Neresini (Sicit spa)